Sì, lo so, non c'erano le sorelle Williams tra le battute Usa, sì, lo so, letta così in fretta la notizia da Reggio Calabria ha un'irresistibile (sic) richiamo provinciale... E invece l'idea che ci possa (ma davvero?) essere l'ipotesi di un rilancio del tennis italiano, dopo decadi di sfaldamento progressivo che rimandano all'attuale Ct di Pennetta/sexy (sic) e company, Corrado Barazzuti (sic), a Bertolucci e soprattutto al Maestro Berardinelli (sic) e a Panatta, allora "Cristo del Parioli" e oggi operatore televisivo politicizzato, fa piacere e non solo sorridere.
(Oliviero Beha, Il Fatto quotidiano, 10 novembre. Ora: a parte l'accento agghiacciante, càpita. A parte Belardinelli che diventa Berardinelli, succede. A parte il francamente imbarazzante Barazzuti (ma una rilettura no?). Piuttosto: il senso dell'articolo di Beha è che in un paese normale il tennis, dopo la finale di Fed Cup, sarebbe stato da prima pagina. Invece qui non succede anche perché è una disciplina che da noi fa pena, per colpa di una "federazione gestora del precipizio" e, più in generale, del giornalismo sportivo che patisce l'assenza di "cantori adeguati". D'accordo. Quindi? Dove va a parare Beha, dieci righe più giù, dopo aver giustamente lamentato lo strapotere del dio calcio, la miseria del post Adriano Panatta e la condivisa nostalgia dei Brera, dei Raschi, dei Gianoli? Eccolo, l'approdo: "Lungo preambolo per parlare della domenica calcistica". E via con il cartellino giallo risparmiato a Tizio, l'espulsione di Caio, le pastette degli arbitri, e dulcis in fundo l'eterno Moggi, che per qualcuno è Riina e per altri no. Ma allora che senso ha gridare alla civiltà imbarbarita dal pallone e dagli schincapenne d'oggidì? O invocare la serietà contro il gossip e gli "articoli buoni per il popolo bue" quando non si cita neanche per nome la prima giocatrice italiana, non si fa cenno a cosa è successo a Reggio Calabria ma ci si cura di battezzarla, con costruzione sintattica di memoria futurista, Pennetta/sexy?)
Messaggio promozionale
Un punto e la Fed Cup (BNL - Bnp Paribas), la Davis femminile, torna in Italia per la seconda volta in quattro anni.
(Claudia Fusani, l'Unità, 8 novembre, in un irresistibile afflato di spot bancario che Antonio Gramsci chissà se avrebbe mai digerito).
Strani accadimenti
Flavia si dimostra solida anche col rovescio eh?
(Alessandro Fabretti, RaiSportPiù, 8 novembre, sul colpo migliore della Pennetta)
Già arrivata, dicono
(Roberto Perrone, il Corriere della sera, 9 novembre)
Astenersi citazioni
(Alessandro Fabretti, RaiSportPiù, 8 novembre, sul colpo peggiore di Edberg)
Ma anche no (I)
Stai parlando non a caso di Pat Rafter, di uno che ha vinto Wimbledon.
(Alessandro Fabretti, RaiSportPiù, 8 novembre. Con buona pace di Pete Sampras (2000) e Goran Ivanisevic (2001))
Ma anche no (II)
La Oudin è debole sul dritto. Il suo è un colpo costruito, un colpo che gioca davvero male.
(Alessandro Fabretti, RaiSportPiù, 8 novembre, sul colpo migliore della Oudin)
Ma anche no (III)
Volée di volo della Oudin!
(Alessandro Fabretti, RaiSportPiù, 8 novembre, su un colpo tautologico della Oudin)
Virtus Pennetta contro Fortitudo Oudin
L’Italia del Tennis conquista la Fed Cup battendo gli Stati Uniti per 4-0. Il punto decisivo è stato ottenuto da Flavia Pennetta, vincitrice di Melanie Oudin settantacinque a sessantadue. (Giornale radio Rai, 8 novembre. Pennetta batte Oudin 7-5 6-2)
Ottimismo milanese (omaggio a Silvio?)
Ai miei ragazzi dico che se Davydenko è arrivato tra i primi cinque ce la possono fare tutti. (Laura Golarsa, Sky Sport 3, 10 novembre. E si avanzano così nuove ipotesi sul perché manchi un top ten italiano dai tempi della pietra...)





