
La celebrità, per
Antonio Incorvaia, è arrivata grazie a un fortunatissimo titolo su cui scommise Rizzoli:
Generazione mille euro. Un libro creato per gioco, su Internet,
best seller oggi distribuito anche all'estero: un ritratto spietato ma divertente sulla vita grama dei giovani lavoratori, nato da ricerche sue e di Alessandro Rimassa. Una storia che ha preso vita anche al cinema, nell'omonimo film con la regia di Massimo Venier.
Architetto sfornato dal Politecnico milanese, appassionato di Web e scrittore affermato, Incorvaia ha appena curato l'edizione italiana di un manuale,
Il piccolo libro di Twitter (Sperling&Kupfer). Sapendo della sua grandissima passione per il tennis (a proposito: entrambi siamo stati appena 'ingaggiati' da
Tennis Magazine) gli ho chiesto conto dei legami di parentela che legano il nostro amato sport all'ultimo
social network di massa.
- Supponiamo (ma anche no, visto che è vero) che io non sappia neanche cosa sia Twitter ma che voglia conoscere in profondità Roddick o Serena Williams, o anche solo Guillermo Garcia Lopez. Mi conviene entrare nel grande mondo di Twitter? Come faccio a diventare loro amico?Certo che ti conviene! Sarà come partecipare H24 a una loro conferenza stampa in tempo reale - molti sono abituati a non superare i 140 caratteri anche quando parlano, in fondo - ma scoprirai un sacco di dettagli curiosi e stimolanti, tipo che Roddick va sempre al cinema (come le sue volèe sul set point a Wimbledon) o che Murray è un patito di Fantasy League (resta da capire se crede che sia la versione maschile del Masters di Bali). Seguire i loro aggiornamenti è semplicissimo: clicchi sul pulsante "Follow" e il gioco è fatto! In realtà potrai considerarti davvero loro amico solo se e quando ti ricambieranno, ma almeno non dovrai sottoporti all'umiliazione del rifiuto dell'Add come avviene su Facebook (io, per esempio, ho sfiorato il suicidio per essere stato rifiutato da tutti e 20 gli Andy Roddick di Facebook che hanno la sua foto nel profilo).
- Sono davvero loro ad aggiornare la pagina?
Sì, di buono c'è che la maggior parte di loro sono *davvero* loro (gli account di Serena, Roddick e Murray, per citare i più popolari, sono verificati); altri - come quello di Verdasco - sono gestiti da parenti o fans; altri ancora sono fake veri e propri. Se però hai davvero voglia di conoscere tutto di Garcia Lopez ti farebbe più comodo il Tavor anziché il Twitter!
- Chi è il tennista (o la tennista) più interessante da seguire su Twitter?
Ti dirò: il più interessante per me è sicuramente
Justin Gimelstob (link:
http://twitter.com/justingimelstob). Tra un tuffo e l'altro - mi dicono che ogni 5 minuti deve buttarsi per terra anche adesso che è fuori attività per non andare in astinenza - pubblica news, foto e commenti da tutti gli eventi che segue. Per esempio, è stato il primo a pubblicare
online le foto della cerimonia di presentazione delle ATP Finals con tutti i partecipanti impinguinati in versione deluxe. So che può suonare strano, ma è un "twitterholic" davvero divertente. Anche Murray (link:
http://twitter.com/andy_murray) è molto più simpatico su Twitter che in campo. Guarda, crepi l'avarizia, voglio sballare: anche Roddick (link:
http://twitter.com/andyroddick).
- Il più banale (qui anche più di uno, eh)?
Il più banale? Serena. Spesso si limita a rispondere ai messaggi dei suoi amici o a chiedere consigli su cosa fare la sera. Se vuoi puoi provare a risponderle «Guardati una qualsiasi partita di tennis femminile» per vedere se viene ad aspettarti sotto casa minacciando anche te come la giudice di linea in semifinale agli US Open.
- Le frasi più interessanti lette dalle pagine dei pro? Anche una sola, se sei in crisi...
«i itched a mosquito bite all night......» (Andy Roddick, "Mi sono grattato una puntura di zanzara tutta la notte")
«I'm laying in bed and I can't sleep and the only thing I can think about right now is that there is nothing funnier than a fart» (Sam Querrey, "Sono stravaccato nel letto, non riesco a dormire e la sola cosa cui riesco a pensare adesso è che non ci sia nulla di più divertente di una scor***ia")
«in valencia trying to find somewhere to have sushi alex has a map and looks like a total tourist no idea where he is going!» (Andy Murray, "Sono Valencia alla ricerca di un posto che faccia il sushi, Alex consulta la mappa e sembra uno di quei turisti persi che non hanno idea di dove stiano andando").
Il più interessante in assoluto, comunque, è questo scritto da Mardy Fish: «Ok, I must get used to this. Why does everyone twitter?» (Ok, devo abituarmi a questa cosa. Perché tutti usano Twitter?). Non ne ha più scritto nessun altro.
- Sei amico di Andreas Seppi su Twitter? No? E allora di cosa stiamo parlando?
Accidenti, no! Ma a mia (parziale) discolpa posso dire che con il motore di ricerca non sono riuscito a trovare il suo account né digitando «andreas seppi», né «andreasseppi» né «andreaseppi» né «ronf».
- Ti risulta che da quando l'Atp e la Wta si sono interessati ai social network i giocatori facciano più attenzione a quello che scrivono?
Direi di no. Mi risulta anzi, che Atp e Wta si siano talmente rallegrati perché alcuni di loro hanno finalmente imparato a scrivere che gli lasciano tranquillamente carta bianca.
- Perché mai dovrei aver voglia di cercare le sorelle Radwanska su Twitter?
Ovviamente perché se scoprissi che non hanno ancora l'account potresti crearglielo tu come fake! Penso che per tutti i loro fans sarebbe interessantissimo leggere tweet del tipo «Tra 5 minuti su Eurosport la replica del match contro Polona Hercog!», «Secondo voi ce la facciamo contro la Kudryavtseva e la Makarova?» o «Se ci mettiamo a cantare Vamos A Bailar ci scambiano per Paola & Chiara!»...
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Il piccolo libro di Twitter (Tim Collins, curato da Antonio Incorvaia, 2009 Sperling&Kupfer, 182 pagine, 6,90 euro) è la prima guida italiana all'uso di uno strumento di comunicazione utilizzato dalle personalità più disparate: dal presidente Obama e i Kennedy ai campioni dello sport, dagli attori agli artisti. Concepito da Tim Collins, pubblicitario londinese che si è costruito una fama scrivendo manuali ironici sulle mode della nostra società, e curato in Italia da Antonio Incorvaia, promette di svelare i segreti per il perfetto
tweet: cosa fare e soprattutto cosa non fare (c'è chi ha perso il lavoro con un
tweet inopportuno!), come cercare le persone che ci interessano e tutti i trucchi per usare al meglio il proprio profilo.